lunedì 8 settembre 2008

My Sticky And Salty Week-End



Assistere ad uno show di Madonna è un’esperienza decisamente formativa: non per lo spettacolo in sé, quanto per tutti quegli eventi che precedono non solo l’apertura dei cancelli ma anche l’inizio vero e proprio dello show.

E vi risparmio i dettagli sull’isteria generale, sulla totale mancanza di sicurezza e di assistenza di un paio di migliaia di persone in piedi, ammassate l’una sull’altra per più di 12 ore.

Il momento più estenuante è l’attesa, iniziata per il sottoscritto alle ore 02.00 am del 6 settembre. Inspiegabile l’affluenza: se, a seguito di un Album (e la maiuscola è intenzionale) come Confessions On a Dancefloor e con la consapevolezza di quanto fosse spettacolare e coinvolgente il Confessions Tour, due anni fa eravamo solo una cinquantina a fare nottata, quest’anno, con un album decisamente orrendo e uno show ancora peggio, alle ore 02.00 si potevano contare almeno 600 persone in fila, tra tende, materassini con la scritta GENTE, coperte leopardate e i miei alternativi quanto utilissimi fogli de la Repubblica del 24 luglio 2008.

Ultima nota per quanto riguarda la fila: buona parte (e sottolineo parte) del pubblico della Signora sono un branco di checche imbufalite pronte a infamarsi e sbranarsi senza alcuna pietà e per i motivi più futili.

Ma veniamo allo show.
Benny Benassi intrattiene lo stadio fino alle 20.30, in verità avrebbe suonato ancora per un po’, ma un inequivocabile gesto di uno dei tecnici gli fa capire che è ora. La Sciùra è pronta.

Alle 21.15 in punto si spengono le luci dello stadio e si accendono gli schermi.
Seguiamo interessatissimi la fabbricazione di un chupa-chups mentre di sottofondo abbiamo un’anteprima delle canzoni che ascolteremo durante le successive due ore.
Qui inizio a storcere il naso: già visto, già sentito, era il 2001.
Ma quando sai che sei in prima fila e che sta per palesarsi Madonna, con le sue braccia da camionista, i suoi reumatismi e tutto, non è che stai a badare troppo al capello, ti lasci prendere lo stesso.

Eccola, Candy Shop, niente di meglio (di ricavabile da Hard Candy) per l’apertura.
Sta bene, è perfetta. La voce è quella che è, comunque. Da sempre.
Segue The Beat Goes On, mentre Pharrell va sul video insieme a Kanye West, lei sale su una macchina bianca anni 20: qui inizia il vero show, le prime file cantano e ballano ma ci si chiede quanto stiano sbadigliando sugli spalti. Due canzoni e ancora nessun singolo.
Lei sembra divertirsi sul serio, ride, balla, fa le facce.
Human Nature è chitarra in mano, tuba in capoccia e Britney in video. Ingredienti buoni, ma deve essere successo qualcosa durante la cottura.
Vogue remixata con la base di 4 Minutes chiude la prima parte, uno dei punti migliori dello show.

Due ballerini in tenuta da boxeur arrivano sul palco e se le danno mentre sugli schermi una Madonna sul ring con un abitino rosso rubato a Goldfrapp si dimena su Die Another Day.

Seguono una splendida Into The Groove con un assaggio troppo breve di Jump e relativo salto della corda, concluso con un karaoke: avrebbero dovuto dirle che in Italia da Fiorello andavano solo canzoni italiane e anche lì si avevano serie difficoltà con la lettura. Poi Heartbeat. Meglio di quanto ci si aspettasse: nonostante tutto, il pubblico non reagisce.

Borderline, classico dei tempi tutti leggings e caucciù, viene crudelmente giustiziata da una chitarra elettrica. Il risultato non è male, ma il senso della scaletta comincia a sfuggirci. She’s not Me con le ballerine sosia dei vari look passati è…spiritoso. Ecco. Diciamo spiritoso.
Music in versione Fedde Le Grande supera la prova ma solo per i fantastici ballerini ai quali non sarà mai dato abbastanza credito.

Sono passati una quarantina di minuti e Madonna non si è fermata un attimo: molto più ballato degli altri tour, tanto che si ha il serio timore che possa rimanerci secca, data l’età. E sono serio.

Da qui in poi lo show è una delusione dietro l’altra, se prescindiamo da due o tre momenti che includono Devil Wouldn’t Recognize You e una splendida versione di You Must Love Me alla fine della quale Madonna, per l’inaspettato calore delle prime file che non le facevano iniziare la canzone, ha un momento di leggero panico che potremmo anche azzardarci a chiamare commozione.

E infatti non perde occasione per parlare, per dire qualcosa sugli italiani che ama perché you fucking know how to have fun, per dedicare Like A Virgin al Papa che sicuramente le vuole bene perché lei e anche noi siamo figli di Dio, e ringraziare il pubblico del quale sente l’energia e l’amore e lo contraccambia. Ecco, dopo 3 tour e non so quante decadi di fedeltà multimediale e fisica, posso dire tranquillamente che Madonna non ha mai usato parole del genere ad un concerto.

Il resto dello show non ha molta rilevanza, chiude con Give it 2 Me e non contenta si sbraccia mentre la senografia la porta via per salutare con la manina e dire Grazie. In italiano. Ultima vera chicca che lascia secchi i seguaci veterani. Sottoscritto incluso.

In conclusione, questo show è stata una delusione in verità già annunciata.
L’unica cosa per cui è valsa la pena andare è stato scoprire che la stronza manipolatrice che pensa solo ai soldi e al look giusto e al gossip per la promozione di se stessa e del proprio marchio, in fondo in fondo, si emoziona ancora per l’affetto del pubblico.

front row image via brugo


9 commenti:

Antonio ha detto...

Lo vedi che quando ti ci impegni riesci anche a tirare fuori belle cose? :D

(ed io te l'avevo detto che la scaletta era AGGHIACCIANTE, a voler essere proprio gentili..)

brugo ha detto...

avevi ragione. è vero.
volevo chiamarti su borderline ma è stato tecnicamente impossibile.

:)

Kit ha detto...

Human Nature!! Borderline! Uuuuuuh! Scaletta terribile comunque per il resto. Ma i suoi grandi classici non li fa più?

Io per la verità ho occhieggiato il tuo twitter sabato, sperando in aggiornamenti in tempo reale... ;-) Sarà per la prossima volta.

morgenstern ha detto...

grandissimo post.

brugo ha detto...

@ Kit: twitter via mobile non lo so proprio gestire.

@ grillo: thanx :)

Andre ha detto...

Questo post mi è piaciuto per la precisione con cui hai analizzato la serata punto per punto e perché nonostante il tuo solito fatalismo si sente che in fondo in fondo lo sticky&sweet t'è garbato più di quanto ti aspettassi.
Mi ricordo di quando mi parlavi non troppo positivamente del confession tour, che quì invece definisci "spettacolare e coinvolgente": sono sicuro che al prossimo (PERCHE' CE NE SARA' ANCORA) anche questo avrà guadagnato qualche punto, che con gli anni tu tendi a rivalutare.

Per quanto mi riguarda io ho ballato e cantato come un forsennato tutto il tempo, in mezzo ad una tribuna di morti-ne'-cenci, come si dice da me. Peccato non averti visto, anche se era impossibile.

Frantza ha detto...

Rosico. E massimo rispetto per la front row ;) Io non so se avrei ancora l'età di fare ste cose :-D

brugo ha detto...

credo che questa sia stata l'ultima volta per me, frantza.

ho 38,5 di febbre e oggi ho anche dato un esame.

mai più.

:)

GgG ha detto...

....

io ho trovato il concerto di Nizza (Francia) spettacolare....

nessuna delusione....